complesso-parrocchiale-di-santignazio-da-laconi / Italia
| Progettista | Francesca Leto | |
| Location | Via Sant’Ignazio da Làconi — Olbia (SS) | |
| Nazione | Italia | |
| Design Team |
arch. Francesca Leto — capogruppo |
|
| Anno | 2022 | |
| Crediti Fotografici |
Francesca Leto, Michele Battistella, Daniele Bertoldo, Salvatore Denau, Teo Poggi, Sara Maragotto, Caterina Gabelli, Eleonora Diana |
|
Foto esterni
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Descrizione del progetto
La chiesa, orientata a est, si staglia in altezza con un volume perfettamente delineato, bianco, privo d’interruzioni tra copertura e pareti, dando ordine all’intorno. Gli edifici parrocchiali rimarcano la loro emersione per corrugamento della roccia sottostante e, mentre i fronti paralleli al lotto risultano rettilinei, il loro margine interno è irregolare, così come il profilo dei volumi che compongono le parti inferiori della chiesa. Immediata la comprensione delle forme, che possono appartenere solo a una chiesa. L’endonartece si allunga e si piega verso sud fino ad aprirsi in un portale strombato prospicente il sagrato. L’insieme liturgia, iconografia e spazio non sono stati pensati secondo una fruizione statica, ma dinamica: quella di corpi in movimento reale e che immaginano movimenti simbolici. La percezione dello spazio, come susseguirsi di soglie, avviene seguendo una sorta di promenade. Gli angeli e il Pantocratore nel cielo del portale sono soglia potente in cui la figurazione partecipa e accresce le facoltà percettive operando a livello emotivo. Vi è uno sviluppo sull’asse verticale, dalla terra al cielo, dal granito ruvido del pavimento, che risale sulle pareti, su cui il marmo intarsiato caratterizza il piano d’appoggio dei luoghi liturgici. A livello dell’orizzonte, santo, via Crucis, Vergine e croce astile. Il livello più alto è quello delle pareti che scandiscono con ritmo ortogonale l’aula con una esplicita reinterpretazione di affreschi catacombali e pagine miniate con elementi naturalistici, simboli, decorazioni e iscrizioni. Alle pareti non vi sono “persone”, ma elementi della natura e oggetti. L’utilizzo di elementi ornamentali poiché contengono un certo ritmo e quindi strettamente connesso al rito. Lo sguardo infine si raccoglie nel grande taglio luminoso che definisce l’abside, recide il volume permettendo al cielo di entrare nell’edificio e all’abside di tentare di raggiungerlo.
Relazione illustrativa del progetto
Scarica la relazione
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Disegni tecnici




















