complesso-parrocchiale-di-san-gregorio / Pellitteri Associati Studio
| Progettista | Giuseppe Pellitteri | |
| Location | AGRIGENTO | |
| Design Team |
ARCH. GIUSEPPE PELLITTERI (progettista incaricato) |
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| Anno | 2012 | |
| Crediti Fotografici |
Esterno 1: Alessia Riccobono; Esterno2: Alessia Riccobono; Esterno3: Giuseppe Pellitteri; Esterno 4: Giuseppe Pellitteri; Esterno5: Alessia Riccobono; Interno1: Giuseppe Pellitteri; Interno 2: Alessia Riccobono; Interno3: Giuseppe Pellitteri; Interno4: Alessia Riccobono; Interno 5; Giuseppe Pellitteri |
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Foto esterni:
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Descrizione del progetto
Il vicino sito archeologico di origine cretese ha condotto verso una soluzione progettuale prevalentemente ipogea, lasciando fuori terra, in un imponente isolamento, solo la chiesa, il campanile e la casa canonica, che si confrontano con la Valle dei Templi, imprescindibile riferimento figurativo.
Il richiamo alla chiesa protocristiana è ancora più immediato nella centralità del chiostro scavato entro terra, attorno a cui ruotano tutti i luoghi del ministero pastorale e quelli di culto più raccolti, la cappella feriale e la cripta dell’adorazione. Irrompe potente sovrastandolo la navata dell’aula, ruotata secondo la direzione classica e scandita verso la Valle da un colonnato di sette elementi, quanti sono i vescovi Santi o Beati Agrigentini, il primo San Gregorio, cui la basilica è dedicata. La figura e a la storia di questo vescovo, cui si deve la conservazione del tempio della Concordia, trasformato in prima chiesa cristiana agrigentina, hanno ispirato la scrittura di tutto l’impianto architettonico e artistico.
Il chiostro ribassato, immagine di una piazza metafisica di De Chirico, è il prolungamento del sagrato, con una gradonata che lo rende luogo di celebrazioni all’aperto e anello di congiunzione urbana tra un paesaggio con caratteri di una storica sacralità e la spiritualità trascendente dello spazio liturgico della Chiesa. Questa rompe la compattezza del suo fronte su strada per accogliere con una porta sempre aperta quanti, pellegrini, vanno verso la redenzione: un setto in cor-ten, tra prismi di altezza diseguale, che decostruiscono come torri la facciata, candide nel loro linguaggio mediterraneo, a rappresentare la fermezza e la purezza della Chiesa.
All’interno, l’aula liturgica è rotta da grandi vetrate, che allineano prospetticamente il vicino villaggio preistorico con la Valle e con la Città; il presbiterio è segnato da un parallelepipedo cavo sospeso in cor-ten, a rappresentare un sepolcro aperto sopra il Cristo trionfante sull’altare.
Relazione illustrativa del progetto
Scarica la relazione
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Disegni tecnici
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